Monday, September 29, 2014

A freedom talk with... Leo


This is the first of a series of interviews that I plan to do some woodworkers who write on the italian forums.
I'm not going to translate it into English for now, but if anyone is interested, feel free to ask me.

Una chiacchierata in libertà con... Leo

Leo, che non sò neanche esattamente se si chiami Leonardo o Leone o Leonida o Leopoldo o proprio Leo e un omone dallo spiccato accento bolognese, alto quasi 2 metri per quasi 100 chili di peso, con capelli e barba folti, che se lo incontrate mentre siete a funghi nei boschi, chiamate subito la Forestale per abbatt anestetizzarlo. Ma invece è il classico gigante buono e generoso.
L'ho conosciuto su Legnofilia, circa quattro anni fà e da allora abbiamo riso, scherzato, discusso, litigato poi ancora riso, scherzato e quindi se la vita e fatta a cicli, le prossime fasi saranno quelle delle discussioni e dei litigi.
Che io sappia ha una moglie, un paio di figli ed un cane che abbaia molto.


Andrea: Ciao Leo, è tutto giusto fin qui?
Leo: Più o meno si. Il mio nome è Leonardo ma Leo va benissimo.
Tra di noi ricordo qualche discussione, ma non credo si potessero chiamare litigi, dai. Scherzi invece tanti!


A: Che età hanno i tuoi figli?
L: 10 e 12. Un'età divertente... per loro!


A: Su uno dei canali televisivi per ragazzi va in onda una sit-com preadolescenziale dal titolo Il Manuale Di Sopravvivenza Scolastica, Desecretato, Di Ned (malamente tradotto in Ned - Scuola Di Sopravvivenza), in cui si narrano le vicende di alcuni studenti di una scuola media statunitense.
Uno dei protagonisti è una ragazza di nome Jennifer Mosely (Moze per gli amici), la quale segue con grande profitto un corso extrascolastico di falegnameria tenuto dal Prof. Dusty Chopsaw.
Quando le scene si svolgono nel locale adibito a falegnameria, si intravedono vari elettroutensili, tra cui seghe circolari portatili, seghe radiali da banco ed altre macchine con una loro pericolosità intrinseca, mentre le dotazioni di sicurezza sembrano essere rappresentate solamente da occhiali e guanti antinfortunistici.
Ora, quella è una fiction, ma non mi stupieri più di tanto se negli Stati Uniti esistessero veramente delle scuole medie con dei dei simili corsi.
Sorvolando quanto entrambi saremmo fieri di avere un figlio appassionato di falegnameria, ma tu gli lasceresti usare una sega circolare?
L: Ho presente il telefilm di cui parli, l'armadietto di Moze è davvero figo!
Sinceramente non lascerei maneggiare i miei figli con una circolare, però credo che con le dovute istruzioni e tenendoli sempre d'occhio i ragazzi di quell'età potrebbero utilizzare molti degli attrezzi da falegname, sicuramente tutti quelli manuali ma anche qualcuno elettrico (tornio, seghetto alternativo, sega a nastro,...).
Anzi, più che potrebbero penso che dovrebbero: credo che costruire qualcosa con le proprie mani, pensare come costruirlo, sia estremamente educativo soprattutto in questi giorni dove i ragazzi sono troppo abituati al "virtuale".


A: Quando e dove è nato Mumu, il tuo alias con cui partecipi nei forum legnosi? Il tuo nickname ha un significato che ci puoi spiegare o è un segreto come l'"Alè!" finale di Floris?
L: All'inizio frequentavo i forum con un nick del tipo "nome-cognome" e un bel giorno decisi di renderlo un po' più anonimo. In vita mia non ho mai avuto soprannomi, visto che il mio nome è facilmente abbreviabile, tranne in una vacanza dove non so perchè un bimbo mi chiamava "mu". Il problema era che la piattaforma non accettava nick di due lettere, allora semplicemente lo scrissi due volte e divenne "mumu". Solo su un forum inglese sono iscritto come "mu".
Il significato come hai visto è abbastanza stupido, ma a me piace (il fatto che abbia un significato stupido, intendo).


A: Pialle o seghe?
L: Attualmente 50-50 ma vado molto a momenti. Ci sono anche momenti in cui penso che dovrei produrre più trucioli, ma alla fine entro nel lab e immergo qualche lama o qualche vite nell'aceto.


A: Quando discuti di seghe, non ti da mai fastidio il doppio senso del termine? Io per esempio, non che abbia nulla contro la masturbazione maschile, per carità ci mancherebbe, però un certo fastidio lo provo e
tu?
L: Scusa ma... dove sei? Non ti vedo più... cioè... non vedo più niente!


A: Quando ti è scattata la molla per gli utensili manuali? Riesci ad individuare un momento o un fattore scatenante che ha dato il via al percorso?
L: Si, c'è un istante ben preciso e lo ricordo molto bene.
Anni fa andammo in vacanza sulle Dolomiti e tornammo con l'idea di realizzare una panchina con un tronco sezionato. Mi procurai allora un tronco di abete e presi in prestito una piccola block con il corpo di lamiera piegata e la lama male affilata. Fu proprio nell'istante in cui iniziai a piallare a cavalcioni di quel tronco che scoccò la scintilla, ricordo ancora distintamente l'odore del legno. Dopo qualche giorno cercai "pialla" su google e mi si spalancò un mondo...


A: Eh, le pialle non perdonano... Si può dire quante pialle possiedi o, come preferirei io se lo chiedessero a me, sorvoliamo su questa questione?
L: Ho provato a contarle a memoria ma non ci sono riuscito. Direi circa una ventina metalliche e forse altrettante in legno. Insomma, me ne mancano ancora parecchie.


A: Quando è stata l'ultima volta che hai importato dal Regno Unito un pezzo di ghisa, ferro, carbonio e ruggine, per lavorare il legno. E cos'era?
L: Un paio di settimane fa è arrivato un pacchetto con un girabacchino e qualche punta, sto cercando di mettere insieme un set di punte a codolo piramidale.


A: Ho anch'io un pò di punte con il codolo piramidale, di misura sparsa. Le ho lucidate, ma devo ancora riaffilarle. Tu cosa usi, le lime o un dremmel?
L: Fino a quando lo spazio me lo consente uso piccole lime (credo si chiamino da contatti) della Bahco, nelle punte più piccole cerco di arrangiarmi con la punta della lima e affilo bene gli "speroni".


A: Casomai non si fosse ancora capito, Leo è un appassionato di utensili manuali e di tecniche relative per la lavorazione del legno.
Leo, come si fa a fare un canale a T (T slot, T groove, vedi foto) con gli utensili manuali?
L: Hai usato il termine corretto, sono appassionato ma ahimè non molto esperto. Non ho idea di come fare quella lavorazione, ma se tu lo sai spiegamelo.
L'unico lavoro vagamente simile che ho fatto è stato di "incapsulare" qualche vite a testa esagonale in pomelli di legno: tagliavo il legno in due e poi lo incollavo.
Penso che ci siano lavorazioni fattibili a mano che a macchina non si fanno e viceversa. Esempio ricorrente la fresata interrotta. Si può fare anche a mano ma è un gran sbattimento e spesso non ne vale la pena. Ma se cerchiamo nei vecchi mobili fatti a mano credo che se ne trovino ben poche...


A: Lie Nielsen o Lee Valley?
L: L'unica cosa "firmata" che posseggo è una sega Veritas che tra l'altro è riposta nella sua scatola e non la uso mai.
Parlando invece di lista dei desideri mi piace molto di più lo stile classico di Lie Nielsen.


A: A proposito di bellezza, hai visto le nuove pialle personalizzabili Veritas? Un bel passo avanti rispetto alle vecchie bevel down, non trovi?
L: Esteticamente è sicuro, un bel passo avanti. Mi piace anche il concetto della personalizzazione, con la combinazione delle poche opzioni disponibili ci si può fare una pialla su misura. Però sono prodotti di livello troppo alto per le mie esigenze.


A: Dici che le vecchie le ritirano in permuta?
L: Non è un problema che mi riguarda, non avendone.
Leggevo, mi pare su Woodnet, un utente che si chiedeva se le vecchie Veritas possono ora considerarsi vintage...


A: Senti, è opinione comune che gli utensili manuali siano lenti rispetto ai corrispondenti motorizzati, eppure ci sono degli esperti che dicono che no, che per fare un mobile non troppo grande e non in serie, ci vuole più o meno lo stesso tempo. Ma, tu ed io, guardandoci nelle palle degli occhi, possimo sostenere che sia veramente così?
L: Se parliamo di una scatoletta per contenere le bustine del te forse i tempi potrebbero essere paragonabili. Qualsiasi cosa di dimensioni maggiori o in più di un esemplare non c'è storia. Partire da una tavola grezza, portarla a misura con seghe a mano e piallare le sei facce belle lisce e squadrate è un lavoro davvero lungo e richiede una certa perizia, oltre ad utensili sempre ben affilati. Poi ci possiamo raccontare che è divertente, rilassante, silenzioso, soddisfacente... tutte cose vere. Ma veloce no, decisamente no.


A: Eppure guarda questo filmato.
Impressionante, non trovi?
L: Si è impressionante, ma la realtà è un'altra cosa.
Intanto la falce taglia molto bene e velocemente solo un certo tipo di erba e deve essere molto lunga. Poi il "falciatore" ha un fisico molto allenato, io dopo dieci colpi di falce sono già ko, e chi usava il decespugliatore mi sembrava un po' impedito. Altra cosa, il confronto su 20 mq l'ha vinto la falce, proviamo a vedere chi vince su 1000 mq?


A: Woodnet o SawMill Creeck?
L: Woodnet. Credo di aver provato anni fa a iscrivermi anche su SawMill ma dopo qualche tentativo andato a vuoto ho lasciato perdere. I forum in inglese li leggo sempre volentieri ma faccio assai fatica a partecipare attivamente perchè per me scrivere è dura; non avendo padronanza della lingua ho sempre il timore di scrivere delle boiate


A: Parliamo dei forum italiani. Che fine ha fatto Paolino?
L: Non lo so sinceramente ma mi aspetto una sua stoccata in qualsiasi momento...


A: C'è un qualche thread (uno o due), che ricordi in modo particolare, perchè avevano un contenuto altamente istruttivo o erano molto divertenti o commoventi? Se esistono, mettimi il link, per favore.
L: Ricordo quello che mi ha insegnato ad affilare le seghe perchè è stata una delle poche volte che mettevo subito in pratica quello che leggevo e alla fine sono rimasto molto soddisfatto. [A: Ruffiano!]
Poi indimenticabile per la sua miticità è il thread del banco di Pirfy.
Mi piacciono anche molto tutti quelli inerenti il Secret Santa.


A: Perchè nei forum di falegnameria manca la figa (o quando c'è, è spesso un troll)?
L: Se intendi utenza femminile non saprei il perchè, però quelle poche che ci sono son belle toste.


A: Facciamo un po' di gossip inercontinentale? Christopher Schwarz è una celebrità nel settore degli utensili manuali, talmente famoso ed apprezzato che qualcuno si è persino messo in firma una preghiera a suo nome. Anche noi lo stimiamo molto, ma parliamone un po' male per una volta, tanto non ho intenzione di tradurre questa intervista, quindi non lo verrà mai a sapere.
Scrive articoli, scrive libri, scrive su due blogs, gestisce una piccola casa editrice, costruisce mobili per se e per vendere, tiene cosri di falegnameria in giro per il mondo, è presnte in molte fiere del settore, poi ha una famiglia con moglie e due figlie e immagino che qualche ora dovrà perderla anche per dormire, mangiare, fare la cacca e tutte le altre cose quotidiane.
Ecco, come cazzo fa a riuscire a fare tutto?
L: Non so come faccia, però ha delle giornate da 24 ore come tutti noi. Se uno impiega risorse in una cosa deve sacrificare qualcos'altro. Io credo che lui sia stato stato molto abile a crearsi un personaggio ed ha avuto successo.
Ce ne sono altri come lui, Tom Fidgen cura molto immagine e musica nei suoi filmati e si guardano volentieri anche se passa ore a tagliare lungovena.


A: E' molto bravo nel riproporre alcune cose del passato che sono andate dimenticate. Le prime cose che mi vengono in mente sono le cassepanche per riporre gli utensili e il mobilio da accampamento, ma spesso gli prende la fissa per certe robe, parte per la tangente e diventa insopportable, tipo con la poltrona smontabile, come si chiama? La suadretta melencolia. E Roubo? Roubo di qua, Roubo di la, ristampe di Roubo, libri su Roubo, traduzioni di Roubo, poster di Roubo... Glielo dici tu che ha scassato la minchia con 'sto Roubo?
L: No grazie, pensaci tu che lo conosci meglio di me.


A: Segui anche il blog di Paul Sellers? Non ti sembra che, badando a certe coincidenze, leggendo tra le righe, ce l'abbia un po' su con Schwarz? O l'ho natato solo io?
L: Sinceramente leggo molti di quei blog ma non in maniera approfondita, erte sfumature non le colgo. Sellers è un altro di quelli che si è creato un personaggio che ha molto seguito. A volte lo trovo un po' contraddittorio, parla di lavorare con due attrezzi economici ma ha un lab stipato di attrezzi... mha!


A: Siamo quasi alla fine. C'è una qualche domanda che ti aspettavi e ti sei stupito che non ti abbia fatto?
L: "A quale innovazione stai pensando?"


A: Senti, mi sono accorto di aver dimenticato una domanda: a quale innovazione stai pensando?
L: Innumerevoli! Ma mica te le dico, poi le spifferi a tutti...


A: Se tu non fossi l'intervistato ed io non fossi l'intervistatore, dopo aver letto questa intervista, ti piacerebbe leggerne un'altra o per carità?
L: Sono di indole molto curioso quindi probabilmente la leggerei.


A: Il prossimo intervistato sarà Rolando. Mi suggeriresti, per cortesia, una domanda da fargli?
L: Ho grandissima stima di Rolando, credo sia davvero una brava persona.
Una delle tante cose che gli invidio è la visione tridimensionale delle cose che pensa e realizza per cui gli chiederei "come fai a pensare... in 3D?"

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